Nella conferenza stampa di oggi pomeriggio, il Presidente del Consiglio ha offerto un quadro abbastanza chiaro sulle riaperture delle tante attività ancora oggi danneggiate dalla morsa del virus. L’auspicio, ha spiegato il premier di fronte ai giornalisti, è che il piano delle riaperture sia graduale e definito, senza rischiare un ennesimo e doloroso confinamento che metterebbe ulteriormente in ginocchio il mondo produttivo. Già a partire dal 26 aprile, prima della scadenza del DPCM attualmente in vigore, alcune attività potranno ripartire all’aperto in zona gialla. La novità più importante riguarda bar e ristoranti che potranno rialzare le saracinesche anche a cena, purché dispongano di tavoli all’esterno. L’altra grande introduzione sarà quella di un ritorno al 100% in aula degli studenti delle scuole superiori, che potranno chiudere l’anno scolastico interamente in presenza. Sarà di nuovo possibile, inoltre, praticare sport di gruppo all’aperto e assistere a spettacoli dal vivo o concerti. Cinema e teatri dovrebbero riaprire al 25% circa della propria capienza, con l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 per tutta la durata dello spettacolo. Dal 15 maggio anche palestre e spiagge riapriranno al pubblico, mentre palestre e locali al chiuso potranno vedere la luce solo dal 1 giugno. Rimarrà invariato, almeno per ora, il coprifuoco alle 22:00. Il passaggio delle regioni in zona gialla sarà definito venerdì prossimo, in concomitanza con l’aggiornamento dei dati epidemiologici settimanali analizzati dalla cabina di regia del ministero della Salute. L’Umbria, ad oggi, ha un indice RT pari a 0,84 e un tasso di occupazione delle terapie intensive in costante calo, motivo per il quale è ipotizzabile un rientro della nostra regione in fascia gialla. Un altro requisito per le riaperture, però, sarà quello delle vaccinazioni alle categorie più fragili. Nella nostra regione quasi l’80% degli over 80 ha ricevuto almeno una dose e circa il 30% tra gli over 70. Entro fine mese arriveranno più di 100.000 dosi in Umbria e sarà importante concludere il ciclo a tutti i soggetti più esposti alla malattia grave. L’esempio della Sardegna, tuttavia, dimostra che il liberi tutti ha avuto effetti inquietanti sull’andamento dei contagi e sarà importante mantenere tutte le misure di sicurezza fondamentali: distanziamento, sanificazione e mascherine. I dati sui contagi all’esterno ci lasciano ben sperare, solo 1 persona su 1000 viene infettata in un luogo aperto o arieggiato. La prudenza sarà d’obbligo, ma
si vede una luce in fondo al tunnel. Di Lorenzo Mazzanti