Recovery plan: la sfida per la ripresa economica.

Il Parlamento, in queste ore, sta discutendo il documento più pesante dal dopoguerra ad oggi, un piano per la ripresa economica che vale circa 248 miliardi di euro.  Questi fondi, messi a disposizione dalle istituzioni europee dopo una lunga trattativa, rappresentano un’incredibile volano per la ripartenza del nostro Paese. 

La parte più consistente del piano riguarda la cosiddetta “transizione ecologica”, quasi 70 miliardi da investire in energia rinnovabile, mobilità sostenibile e riqualificazione degli edifici. Il settore dell’edilizia, in particolare, beneficerà del Superbonus al 110% per ammodernare ed efficientare dal punto di vista energetico gli edifici privati.

Il secondo grande pilastro del recovery riguarda la “rivoluzione digitale”, un pacchetto da 48 miliardi che ha come primo obiettivo quello di portare in tutti gli angoli del Paese, soprattutto al Sud, la fibra ottica. Altra grande sfida sarà sostenere la transizione digitale e l’innovazione del sistema produttivo attraverso stimoli agli investimenti in tecnologie all’avanguardia e 4.0, ricerca, sviluppo e innovazione, cybersecurity.

Un altro importante capitolo riguarda le grandi opere ferroviarie e autostradali, per un valore di quasi 35 miliardi. Si punterà soprattutto a rendere diffusa l’alta velocità in tutto il Paese, con il completamento della tratta Napoli-Reggio Calabria e Napoli-Bari. Un’altra opera fondamentale è il collegamento tra la due coste, tirreniche e adriatiche, grazie all’autostrada Roma-Ancona. Da non dimenticare le tantissime tratte ferroviarie locali dismesse, tra cui la nostra Ferrovia Centrale Umbria, che sarà riattivata completamente da Città di Castello a Terni.

Tra le altre voci di spesa troviamo l’istruzione e la ricerca, capitolo fondamentale per garantire un’occupazione dignitosa e ben retribuita ai tanti giovani che investono tempo e soldi per completare gli studi. Saranno potenziati gli Istituti Tecnici Superiori, per formare giovani in settori specifici delle nostre aziende e industrie. Ci sarà, inoltre, un grande investimento negli asili-nido che diventeranno accessibili a tutte le famiglie economicamente svantaggiate e che potrà ridurre il gap di genere tra donne (spesso costrette a rimanere a casa con i figli) e uomini nell’accesso al mondo del lavoro.

Ultima voce, non per importanza, riguarda la sanità. Ci sarà un grande potenziamento della medicina territoriale, grande assente nella pandemia, e una serie di investimenti in infrastrutture e macchinari ad alta innovazione tecnologica. 

Nessuno di questi progetti, tuttavia, vedrà luce senza un attento e meticoloso lavoro della pubblica amministrazione, che dovrà vigilare sull’esecuzione di ogni singolo capitolo di spesa. Questa è l’ultima vera grande occasione del nostro Paese, gravato da un debito pubblico monstre e un livello di sfiducia nelle istituzioni che non ha rivali in Europa.

Il fronte delle riaperture

Nella conferenza stampa di oggi pomeriggio, il Presidente del Consiglio ha offerto un quadro abbastanza chiaro sulle riaperture delle tante attività ancora oggi danneggiate dalla morsa del virus. L’auspicio, ha spiegato il premier di fronte ai giornalisti, è che il piano delle riaperture sia graduale e definito, senza rischiare un ennesimo e doloroso confinamento che metterebbe ulteriormente in ginocchio il mondo produttivo. Già a partire dal 26 aprile, prima della scadenza del DPCM attualmente in vigore, alcune attività potranno ripartire all’aperto in zona gialla. La novità più importante riguarda bar e ristoranti che potranno rialzare le saracinesche anche a cena, purché dispongano di tavoli all’esterno. L’altra grande introduzione sarà quella di un ritorno al 100% in aula degli studenti delle scuole superiori, che potranno chiudere l’anno scolastico interamente in presenza. Sarà di nuovo possibile, inoltre, praticare sport di gruppo all’aperto e assistere a spettacoli dal vivo o concerti. Cinema e teatri dovrebbero riaprire al 25% circa della propria capienza, con l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 per tutta la durata dello spettacolo. Dal 15 maggio anche palestre e spiagge riapriranno al pubblico, mentre palestre e locali al chiuso potranno vedere la luce solo dal 1 giugno. Rimarrà invariato, almeno per ora, il coprifuoco alle 22:00. Il passaggio delle regioni in zona gialla sarà definito venerdì prossimo, in concomitanza con l’aggiornamento dei dati epidemiologici settimanali analizzati dalla cabina di regia del ministero della Salute. L’Umbria, ad oggi, ha un indice RT pari a 0,84 e un tasso di occupazione delle terapie intensive in costante calo, motivo per il quale è ipotizzabile un rientro della nostra regione in fascia gialla. Un altro requisito per le riaperture, però, sarà quello delle vaccinazioni alle categorie più fragili. Nella nostra regione quasi l’80% degli over 80 ha ricevuto almeno una dose e circa il 30% tra gli over 70. Entro fine mese arriveranno più di 100.000 dosi in Umbria e sarà importante concludere il ciclo a tutti i soggetti più esposti alla malattia grave. L’esempio della Sardegna, tuttavia, dimostra che il liberi tutti ha avuto effetti inquietanti sull’andamento dei contagi e sarà importante mantenere tutte le misure di sicurezza fondamentali: distanziamento, sanificazione e mascherine. I dati sui contagi all’esterno ci lasciano ben sperare, solo 1 persona su 1000 viene infettata in un luogo aperto o arieggiato. La prudenza sarà d’obbligo, ma
si vede una luce in fondo al tunnel. Di Lorenzo Mazzanti

Presentati (articolo di esempio)

Questo è un articolo di esempio, pubblicato originariamente come parte della Blogging University. Abbonati a uno dei nostri dieci programmi e inizia bene il tuo blog.

Oggi pubblicherai un articolo. Non preoccuparti di come appare il blog. Non preoccuparti se non gli hai ancora dato un nome o ti senti sopraffatto. Devi solo fare clic sul pulsante “Nuovo articolo” e dirci perché sei qui.

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  • Perché darà un nuovo contesto ai lettori. Di cosa vuoi parlare? Perché dovrebbero leggere il tuo blog?
  • Perché ti aiuterà a focalizzare le idee e capire cosa ti piacerebbe realizzare con il tuo blog.

L’articolo può essere breve o lungo, un’introduzione personale alla tua vita o una dichiarazione d’intenti tipica da blog, un manifesto per il futuro o un semplice schema dei tipi di cose che speri di pubblicare.

Per aiutarti a iniziare, ecco alcune domande:

  • Perché stai scrivendo su un blog pubblico, invece di tenere un diario personale?
  • Di quali argomenti pensi che scriverai?
  • Con chi ti piacerebbe connetterti tramite il blog?
  • Se il blog avrà successo nel corso del prossimo anno, quale scopo speri avrai raggiunto?

Non sei incatenato a nessuna di queste cose: uno degli aspetti meravigliosi dei blog è il modo in cui si evolvono costantemente a mano a mano che impariamo, cresciamo e interagiamo con gli altri, ma è bene sapere dove e perché hai iniziato e formulare i tuoi obiettivi potrebbe ispirarti qualche altro articolo.

Non riesci a pensare a come iniziare? Scrivi la prima cosa che ti viene in mente. Anne Lamott, autrice di un libro che amiamo sullo scrivere, dice che devi darti il permesso di scrivere una “prima pessima bozza”. Anne fa esattamente il punto: inizia a scrivere e preoccupati di modificarlo solo in un secondo momento.

Quando sei pronto per pubblicare, assegna al tuo articolo da tre a cinque tag che descrivano il focus del tuo blog: scrivere, fotografia, fiction, genitorialità, cibo, automobili, film, sport, qualsiasi cosa. I tag aiuteranno le persone che si interessano di questi argomenti a trovarti nel Reader. Assicurati che uno dei tag sia “zerotohero”, in modo che anche altri nuovi blogger possano trovarti.

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